Profili di preti: mons. Armando Bizzi

Profili di preti è una sezione dedicata alla memoria grata di presbiteri defunti, sezione costruita sui testi scritti da don Domenico Magri in alcuni libri.

MONS. ARMANDO BIZZI
10 agosto1928 – 11 novembre 2015

MonsArmandoBizzi

Nella sua vita di prete ha sempre dimostrato grande fede ed entusiasmo nella sua azione pastorale. Sapeva sempre esprimere la dolcezza del suo temperamento, che alle volte poteva diventare fragilità nelle scelte della vita e nel comportamento.

- nato a Calerno (S. Ilario d’Enza) il 10 agosto 1928
- ordinato presbitero il 29 giugno 1952
- coadiutore a Noceto nel 1952
- parroco a Respiccio nel 1955 e a Vizzola nel 1963
- consulente Ecclesiastico A.I.M.C. nel 1967
- parroco a S. Bernardo degli Uberti nel 1971
- vice assistente regionale aspiranti di A.C. nel 1958
- parroco a Vigatto nel 1984
- notaio della Curia vescovile nel 1984
- vice assistente A.C.I. Settore Adulti nel 1987
- segretario Moderatore della Curia nel 1992
- delegato Regionale FIES nel 1999
- parroco di Antesica, Cozzano, Riano, Orzale nel 2000
- prelato d’Onore di S.S. nel 2003
- confessore ordinario Monastero di Lagrimone nel 2010
- deceduto all’ospedale di Parma 11 novembre 2015

Il ricordo di don Armando che ho scritto a Villa S.Ilario (Porporano) mercoledì 11 novembre 2015 nel giorno stesso della morte

Mons. Armando Bizzi, che è venuto a mancare all’ospedale nella notte appena trascorsa, ha certamente fatto la sua parte per il Regno di Dio nella Diocesi, con le fatiche, le sofferenze, le amarezze, ma anche con le gioie che accompagnano ogni mortale e quindi anche i preti. 

Era nato a S. Ilario d’Enza, ma è cresciuto nella parrocchia di Pizzolese, ispirato spiritualmente e nella vocazione dal grande parroco mons. Giuseppe Coruzzi. E’ stato ordinato sacerdote nel 1952 e mandato subito cappellano a Noceto, un cantiere pastorale aperto, ricco di iniziative con l’oratorio in particolare, pieno di ragazzi e giovani da seguire per aiutarli a crescere.

Da Noceto è andato parroco a Respiccio nel 1955, quando io ero cappellano di Fornovo ed è lì che abbiamo avuto l’occasione di conoscerci da vicino e collaborare nella pastorale sotto la guida sapiente di don Malpeli e diventare amici. Quante ore di confessionale insieme nell’antica e suggestiva pieve romanica di Fornovo! Da Respiccio è passato a Vizzola-Riccò, dove ha costruito la nuova chiesa con il contributo determinante dell’industriale Marazzi.

E’ sceso a Parma nel 1971 e insieme a don Angelo Tamani e al compianto don Armando Moretti ha avviato la vita pastorale della nuova parrocchia di S. Bernardo fino al 1984, anno in cui è andato a Vigatto dove è rimasto parroco fino all’anno scorso. Nel frattempo ha lavorato per anni nella cancelleria della Curia, è stato assistente diocesano del ramo ragazzi dell’Azione Cattolica, ha insegnato Religione nelle scuole, ha fatto la spola per alcuni anni fra Vigatto e Lagrimone come animatore del centro di spiritualità nella Casa del Padre accanto al Monastero delle Monache Clarisse. Era infatti un bravo maestro di spirito, con un taglio ovviamente in linea con la sua sensibilità temperamentale: ha fatto parte della FIES (Federazione Italiana Esercizi Spirituali) facendosi apprezzare per la sua partecipazione attiva e responsabile.

Ma non è tutto! La cosa forse più singolare della sua vita di prete è questa: il vescovo Bonicelli, pur mantenendolo parroco di Vigatto, gli ha affidato la cura di Cozzano, Antesica, Riano e Orzale, dove fino a qualche anno prima era stato parroco il santo prete don Dario Porta. E’ facile immaginare e quindi ammirare ancora una volta la sua disponibilità e il suo impegno in anni per lui non più giovanili.

E’ arrivato a Villa S.Ilario nel mese di novembre dell’anno scorso. Me lo sono visto davanti in condizioni ben diverse da come l’avevo conosciuto e accostato per tanti anni. Anche per lui c’è stata tutta l’accoglienza e la cura premurosa da parte del Personale e in particolare delle Suore. L’ho visitato l’ultima volta all’ospedale domenica scorsa 8 novembre: una preghiera, una benedizione e un saluto affettuso, senza capire se riusciva a seguire la mia preghiera e le mie parole.

Nella sua vita di prete ha sempre dimostrato grande fede ed entusiasmo nella sua azione pastorale. Sapeva sempre esprimere la dolcezza del suo temperamento, che alle volte poteva diventare fragilità nelle scelte della vita e nel comportamento. Stamattina In Villa S. Ilario a colazione nel nostro refettorio e a Messa in Cappella ho guardato con rammarico e nostalgia il suo posto vuoto: è il segno di un altro posto vuoto lasciato da un valido prete nel nostro presbiterio.

Grazie, caro don Armando, per la tua vita di sacerdote e per la sofferenza che hai certamente saputo offrire per tutti noi in questi mesi di malattia.

(tratto dai ricordi di don Domenico Magri 2015)

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