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Nuova serie

Con Tv2000 nel mistero della clausura femminile

 Il silenzio appena graffiato dal verso di una rondine o di un grillo su un’alba di campagna, le luci delle auto lontane nel buio di una frenetica città ancora addormentata. Iniziano così tante giornate, nei monasteri di clausura italiani. Iniziano così, in una atmosfera di autentica serenità, i nuovi speciali di Tv2000, I passi del silenzio, dedicati alla vita claustrale femminile. L’emittente dei cattolici italiani presenta la seconda serie dedicata alla vita contemplativa, con 5 nuovi itinerari italiani attraverso luoghi, atmosfere e testimonianze. Cinque documentari di un’ora in onda da stasera (sabato 10 aprile, n.d.r.) alle 20, ogni sabato, e in replica la domenica alle 13.30 e 23.20. «Anche quest’anno abbiamo analizzato diversi carismi» spiega Marina Pizzi, autrice del programma nato da un’idea di Dino Boffo e con la regia di Ivano Balduini. «Vedremo cinque atmosfere completamente diverse con risposte diverse alla ricerca dell’autentica felicità».
Mentre l’anno scorso il viaggio comprendeva monasteri maschili e femminili (la vecchia serie verrà riproposta alla fine dei nuovi documentari) quest’anno sarà tutto al femminile. Protagonisti luoghi appartati dal mondo, come il monastero delle Carmelitane Scalze di Ronciglione e il monastero San Nicolò delle Clarisse di Otranto. Ma anche in oasi immerse nel caos cittadino, come il monastero delle Agostiniane di Roma, a due passi dal Colosseo, quello delle Benedettine di Lecce, il Cottolengo di Torino. «Testimonianze di altri ritmi, di altri orizzonti di vita. Così diversi da quelli del mondo esterno, eppure così concreti – spiega la Pizzi –. Abbiamo sfatato molti luoghi comuni legati alla clausura femminile, scoprendo realtà completamente diverse.
L’accoglienza, l’ascolto, l’attenzione ai problemi delle persone è un punto fondamentale, che accompagna la preghiera. I monasteri di clausura sono luoghi "aperti", nei parlatori si ricevono persone, le si ascoltano, gli si dà un aiuto reale alle nostre angosce e problemi. È forte il rapporto col mondo, è il mondo che va da loro».
Questi documentari sono come i cinque tempi di un unico film che racconta come è vista la ricerca di Dio, il perché del silenzio, passando dal classico convento benedettino di Lecce alla realtà del dolore del Cottolengo. «Qui prima viene la preghiera delle monache di clausura – aggiunge l’autrice – che sostiene l’attività delle suore attive con i malati, che altrimenti forse non potrebbero resistere a tanta sofferenza». Le telecamere di Tv2000 si avvicinano con delicatezza a volti, voci, momenti di preghiera seguendo il racconto di una giornata tipo, dall’alba al tramonto, seguendo la liturgia delle ore che scandisce la vita delle religiose. Che parlano e si raccontano, con sorrisi in cui si rispecchia il divino.
«Abbiamo raccolto molte testimonianze di badesse, di monache e anche di giovani novizie. Un quadro sorprendente: molte sono belle, sono state fidanzate, sono laureate. Poi sentono questa chiamata e fanno una scelta estrema perché Dio per loro aveva un disegno diverso». A commento delle immagini le musiche originali del maestro Leonardo De Amicis e brani letti da Selvaggia Quattrini: poesie e componimenti delle stesse monache, brani di San Benedetto, Sant’Agostino, Santa Teresa di Lisieux. «Proponiamo un’altra televisione, che segue i ritmi delle religiose – conclude la Pizzi –. Allo spettatore proponiamo di entrare e di lasciarsi andare: vivrà così appieno per un’ora la loro atmosfera che porterà di certo una boccata d’aria alla nostra vita». 

Angela Calvini da Avvenire del 10 Aprile 2010


  

Il 29% dei bambini «stregato» dalla tv

Il video batte sport, libri e amici. Ma anche videogiochi e internet. Nella fascia 11-13 anni il web cresce del 67% e del 25% tra i 6-10 anni.

 Più degli amici. Più dei vi­deogiochi e di internet. La tv continua ad essere il passatempo preferito dei bambini. Lo evidenzia un’in­dagine sul rapporto tra bambi­ni, mass media e pubblicità curata da GfK Eurisko e Terre des Hommes, svolta su un campione di 1.400 soggetti tra mamme e bambini. Secondo i promotori, «guardare la tv» (29%) supera il «giocare con a­mici in casa o fuori» (22%), se­guito dai videogiochi (16%). Leggere libri o fumetti interes­sa solo il 2% dei bambini, mentre «fare sport» cresce come preferenze con l’età, passando dal 9% dei 6-10 anni, al 15% del campione degli 11-13 anni. Mentre i genitori dichiarano di esercitare un controllo sull’e­sposizione dei figli alla tv, sia li­mitando i tempi di fruizione che scegliendo i programmi nella fascia serale, la tv si riaf­ferma come il mezzo più fre­quentato dai bambini (64% dei bambini dai 2 ai 5 anni, 86% tra i 6 e i 10 anni, 84% tra gli 11 e i 13 anni). L’utilizzo di Internet, negli ultimi 5 anni, è più che raddoppiato, attestandosi al 25% tra 6 e 10 anni e al 67% tra gli 11 e i 13 anni. La navigazio­ne sul web suscita sentimenti e atteggiamenti ambivalenti nei genitori, divisi dall’idea che l’apprendimento dell’uso di questo mezzo sia un investimento per il futuro dei bambini e dal timore che possano accedere a pagine web non adat­te al pubblico infantile.
 Intanto, la pubblicità televisiva continua a raccogliere tra i bambini il gradimento più ele­vato (69,5%), mentre risulta de­cisamente meno interessante la pubblicità sugli altri mezzi. I personaggi famosi piacciono di più ai grandicelli (35% dei 11­13enni), rispetto al 18% dei 6­10 anni.
Per Paolo Ferrara, responsabi­le comunicazione di Terre des hommes Italia, «questi risulta­ti evidenziano ancora di più quanto sia importante che le a­ziende nella loro comunicazio­ne pubblicitaria prestino la massima attenzione alla tutela dell’immagine dei bambini nel­la quale i piccoli si riflettono».

 29/10/09

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DOMARE LA TV

La TV morde? Allora il problema, come per le bestie selvagge, è far capire chi comanda. In caso nostra detta legge la Tv o noi? Chi è padrone del tempo, lei o noi? Il televisore è dotato di un comodo telecomando per spegnerlo. Il problema, forse, è che spesso assolve ad un comodo ruolo di baby sitter, cui molti genitori non sono disposti a rinunciare.
Ecco alcune semplici regole per aspiranti domatori: un piccolo decalogo di sopravvivenza familiare al televisore.

1) Non lasciate mai i bambini da soli davanti alla televisione.
2) Concordate con i bambini quanto tempo ogni giorno può essere dedicato alla tv.
3) Evitate che il televisore sia acceso durante le ore dei pasti.
4) Non privateli della tv come castigo.
5) Scoraggiate l'utilizzo del telecomando per realizzare un multi programma.
6) Evitate che i bambini facciano i compiti seguendo la televisione.
7) Evitate che i bambini dispongano di un televisore in camera loro.
8) Rinunciate a vedere la televisione in vacanza.
9) Utilizzate i programmi televisivi visti dai bambini come stimolo per attività che coinvolgano direttamente.
10) Date il buon esempio.

Un bambino quando arriva a 18 anni ho già assistito ad almeno 18mila assassini. Alla Tv, naturalmente...Questo lo renderà solo più teso, più duro, più intensamente competitivo e anche molto più aggressivo.                               

Beniamin Spock


DECALOGO PER TELESPETTATORI CONSAPEVOLI

l. Non avrai altro cervello all'infuori del tuo. «L'ha detto la TV». La TV non è il Vangelo, la TV è spesso superficiale. Guai a chiederle di pensare al posto nostro.
2. Accendi Io TV solo se hai un ottimo motivo per farlo. Il tossico televisivo prima accende la TV e poi va in cerca di qualcosa di interessante: è in gabbia, prigioniero.
3. Spegni la TV, se non hai un ottimo motivo per tenerlo accesa.
Finito il programma interessante, guai a farsi catturare dalla pigrizia. Spegnere e passare ad altro.
4. Punisci chi offende la fede, la tua intelligenza e la tua morale non guardando il suo programma. Spesso pensiamo: «Vergogna!», ma intanto restiamo lì. Invece, è bene andarsene subito: ogni telespettatore in più, a quel punto, è un complice.
5. Non tenere la TV a capotavola. Pranzo e cena senza TV. Lei sa solo parlare, non ascoltare.
6. Non tenete lo TV in camera da letto. I genitori non danno buon esempio. I figli facilmente ne fanno un uso indiscriminato e non controllabile.
7. Non andare in TV, se non lavori per la TV. Nove persone su dieci vanno in TV per puro esibizionismo. Se non siete costretti, non andateci.
8. Non mandarci i tuoi figli. Novantanove genitori su cento mandano i figli in TV non per il bene dei figli, ma per la propria gratificazione.
9. Non accontentarti dello TV. Ci sono anche i giornali, la radio, i cd, Internet... La varietà arricchisce.
10. Divento un telespettatore critico studiando il linguaggio televisivo. Più sai, più sei libero.

Umberto Folena


Le vie istituzionali per dire “no” alla TV spazzatura

Di seguito l'elenco degli enti che si occupano di proteggere i telespettatori, e in particolare i bambini, dalla cattiva tivù.

Comitato di applicazione del Codice di autorogolamentazione Tv e minori c/o Ministero delle Comunicazioni V.le America 201 (00144 Roma)
Tel. 06 54447513/4/6/7/8/9
Fax 06 54447504/54447515
Email: comitato.minori @comunicazioni. it.

Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, Centro Direzionale Isola B5, Torre Francesco (80143 Napoli)
Tel. 081 7507111   Fax 081 7507616
La sede di rappresentanza a Roma è in Via delle Muratte 25   00187 Roma
Tel. 06 69644111   Fax 06 69644926.

Commissione speciale in materia di infanzia e di minori
c/o Senato della Repubblica   Piazza Madama 11
Commissione parlamentare per l'infanzia
Email: pres_com_infanzia @camera. it

Consulta qualità programmi Rai
Via Achille Papa 11 (00195 Roma) Tel.06.36822127  
Fax 06 36822128 Email: consultaqualità@rai.it

Associazione spettatori Aiart
Via Albano 77   00179 Roma Tel. 06.7808367 –
Fax 06.7847146

Mediaset, Servizio opinioni 
Tel. 02 694361

Istituto di autodisciplina pubblicitaria
Via Larga 15   Milano
Tel. 02 58304941   Fax 02 58303717
Email: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo .

 
 
   
 
 
 
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