Visita a Reggio Emilia: Museo di Storia della Psichiatria, Palazzo dei Musei, Chiesa dei SS. Girolamo e Vitale
20 Marzo 2016


Domenica 20 Marzo, al pomeriggio, un gruppo di circa 40 parrocchiani, guidati da Roberto Macellari, si è recato a Reggio Emilia, per visitare alcuni luoghi particolari della città.

La prima tappa è stato il Museo di Storia della Psichiatria, situato nel “padiglione Lombroso”, uno degli edifici simbolo del complesso manicomiale del San Lazzaro – che dal 2 marzo 1945 al 6 dicembre 1948 ha ospitato anche il pittore Antonio Ligabue. Nella visita ci ha condotti la Dott.ssa Chiara Bombardieri, Direttore della Biblioteca Scientifica “Carlo Livi” e dell’archivio San Lazzaro. Per quasi un secolo luogo di dolore e costrizione, il museo permette ora di evocare la particolare atmosfera che lo ha caratterizzato. In mostra gli strumenti scientifici, di contenzione e di terapia quali camicie di forza, macchine per l’elettroshock, caschi del silenzio per isolare i pazienti, l’urna per la goccia d’acqua. Molto toccanti i disegni e le iscrizioni ancora visibili sui muri esterni dell’edificio e su quelli interni delle celle, prodotti con mezzi di fortuna, quali suole delle scarpe e/o cucchiaini: frasi di rabbia o di speranza, riproduzioni dei luoghi d’origine, oppure semplici nomi incisi per sempre nella pietra.

La seconda tappa è stata il Palazzo dei Musei, la sede principale dei Musei Civici di Reggio Emilia. Il palazzo contiene raccolte e collezioni riferibili all’Archeologia, Etnografia, Arte, Storia Naturale (tra cui la Collezione Spallanzani), Storia della città. Notevoli le “pièces uniques”: la preziosa e rarissima “Tazza d’oro” risalente all’età del Bronzo (circa 3.700 anni fa), rinvenuta a Montecchio Emilia nel marzo 2012 durante lavori in una cava; la “Venere di Chiozza”, del periodo Neolitico, classificabile tra i più antichi idoli del Paleolitico; la “Croce di luce”, opera di particolare intensità spirituale di Claudio Parmiggiani; il “tesoro di Reggio Emilia”, rinvenuto nel 1957 in via Crispi, a 5 m di profondità, dentro ad un frammento di fistula plumbea proveniente da un ramo pubblico dell’acquedotto, chiuso da due coppe in argento che fungevano da coperchio; il tesoro è costituito da gioielli aurei maschili e femminili e sessanta solidi databili entro il 493.

L’ultima tappa ci ha portati alla Chiesa dei SS. Girolamo e Vitale. Il Sig. Attilio Marchesini, con molto entusiasmo, ci ha condotti nella visita di questa chiesa particolarmente originale, poiché costituita da tre oratori collegati tra di loro da corridoi e scale in marmo una delle quali conosciuta come “Scala Santa”, sul modello di quella di Roma; una chiesa, rettangolare, è posta sul porticato anteriore, l’altra, detta “La Rotonda” è articolata su due ordini di colonnati sovrapposti, decorati con statue di santi in stucco; infine la “Sotterranea” (Cripta) dove è ricostruito un sepolcro a imitazione di quello di Gerusalemme. Questa chiesa normalmente viene aperta solo durante il triduo pasquale, quindi siamo stati privilegiati nel poterla visitare durante la domenica della palme.

 

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