Pellegrinaggio in Abruzzo, sulle orme di San Tommaso, 14-15 Settembre 2013


Sabato 14 Settembre 42 pellegrini della parrocchia di Sorbolo sono partiti alla volta dell'Abruzzo. Nell'anno della fede, quale cammino intraprendere se non quello dell'apostolo Tommaso?

Il gruppo davanti all'abbazia di San Clemente

 

La nostra prima tappa è stata l'abbazia di San Clemente a Casauria. Arrivando non ti aspetti di trovarti all'improvviso di fronte ad un complesso così maestoso e armonioso, inserito in un giardino che dà pace e serenità. L'abbazia è un vero e proprio gioiello del periodo preromanico che conserva, come racchiusi un uno scrigno, alcuni manufatti artistici di rara bellezza, come l'ambone, il candelabro, l'urna e l'altare. Impressionanti anche i numerosi e ben conservati reperti archeologici di origine romana esposti nei pressi dell'abbazia.


San Clemente a Casauria San Clemente a Casauria

 

Dopo un lauto pranzo a base di tipicità abruzzesi (sagne e arrosticini), ci siamo mossi alla volta di Manoppello, paesino che forse risulterebbe anonimo se non conservasse, nella sua basilica, il “Volto Santo”, un telo sottilissimo, tessuto in bisso marino, sul quale è impresso (senza essere dipinto) un volto. Questo volto, che non è in bianco e nero, ma colorato, riporta segni di ferite cicatrizzate ed è il volto di un vivente (gli occhi sono aperti e il viso è sereno anche se martoriato). L'immagine è visibile da entrambe le parti del velo e appare identica dai due lati. Sconvolgente è la perfetta sovrapposizione tra questo volto e quello dell'uomo della Sindone di Torino: la forma del viso, la posizione e forma degli occhi e della bocca nonché delle ferite. La scienza non si spiega come questa immagine si sia impressa su questo velo, dato che non è stata dipinta o comunque non è stata fatta da mano d'uomo. La fede ci suggerisce che questo velo sia quello che era stato posto sul volto di Cristo quando fu deposto nel sepolcro, e che l'immagine si sia impressa nel momento della risurrezione. Quel volto sarebbe quindi quello di Gesù risorto.
Abbiamo partecipato alla Messa nella basilica di Manoppello, messa che sarebbe stata seguita dalla celebrazione di un matrimonio. Da buoni curiosi, abbiamo quindi aspettato l'arrivo della sposa e fatto i dovuti (o meno) commenti...


Manoppello Manoppello, Volto Santo

 

Con la pelle d'oca ancora alta sulla pelle al ricordo di quel Volto Santo, ci siamo quindi diretti verso il nostro hotel, disperso sulle montagne nei pressi di Passo Lanciano. La cena ha riservato alcune sorprese, tra cui la presunta presenza di peperoncino in alcuni dei piatti...

Domenica mattina, dopo l'assalto alla colazione, eccoci pimpanti e pronti per affrontare il tratto più “impervio” del nostro pellegrinaggio: ben 10 minuti circa di cammino su un sentiero semipianeggiante che da Fara San Martino ci porta all'imbocco del cosiddetto Vallone dello Spirito. Il luogo è spettacolare, con un passaggio strettissimo tra rocce alte e a strapiombo per accedere al Vallone. Una volta entrati nelle “gole” ecco davanti a noi un luogo incantato, con i resti del monastero di San Martino in Valle. I primi documenti che attestano l'esistenza del complesso abbaziale risalgono al IX secolo, e alcune fonti vorrebbero l'abbazia fondata da San Benedetto stesso. Approfittiamo più che possiamo dell'incanto di quel luogo e del tempo magnifico, ma poi ci rassegniamo a lasciarlo perché la nostra meta successiva ci aspetta.


Gole di San Martino San Martino in Valle

 

Ci dirigiamo quindi alla volta di Lanciano dove, dopo un ottimo pranzo, entriamo quasi titubanti nel santuario del Miracolo Eucaristico. Un frate ci spiega ciò che avvenne, nell'VIII secolo, mentre un sacerdote dubbioso stava celebrando la messa: il pane e il vino che teneva tra le mani si trasformarono in carne e sangue. Quella carne e quel sangue sono tuttora conservati nel santuario come reliquie. Molti sono gli aspetti miracolosi di tali reliquie, come ad esempio il fatto che ognuna delle gocce di sangue (ora rappreso) pesa tanto quanto le 5 gocce insieme. Il significato di tale miracolo ci fa riflettere sulla natura dell'eucarestia: basta riceverne anche solo un piccolo frammento per ricevere Cristo tutto intero.


Santuario di Lanciano Miracolo Eucaristico di Lanciano

 

Con il cuore colmo di ciò che i nostri occhi hanno visto e le nostre orecchie hanno udito, percorriamo i sotterranei di Lanciano, che ci stupiscono rivelandoci una vera e propria città antica sotto la città attuale.


Ortona, tomba di San Tommaso

 

Ma è ora di dirigerci verso la tappa finale del nostro viaggio: Ortona. Nella cattedrale di Ortona sono conservate infatti le spoglie di San Tommaso, l'apostolo rimasto famoso per la sua incredulità verso la testimonianza degli altri apostoli che gli raccontavano di aver visto Gesù risorto. Non avrebbe mai creduto se non avesse messo le sue dita nelle ferite di Gesù e la sua mano nel costato... Eppure, quel Tommaso, una volta di fronte a Cristo risorto, crede senza arrivare a mettere le mani.

Il tempo è tiranno e, a malincuore ma con gli occhi pieni di meraviglia e il cuore rinvigorito dalla nostra esperienza, ci mettiamo sulla via del ritorno.

Tanto ci ha dato questo pellegrinaggio, tanti misteri si sono mostrati a noi e tanti interrogativi si sono posti alla nostra razionalità. Ognuno potrà far risuonare questa esperienza nella sua realtà quotidiana.

Una volta di più un grande grazie a tutti i partecipanti e all'impareggiabile Roberto.

Al prossimo anno!

 

Galleria fotografica


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