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Avere a cuore l’umano. Esperienze di pace in tempo di guerra

Avere A Cuore L UmanoIn quattro anni di conflitto in Ucraina, la cronaca ci ha abituati ad analisi geopolitiche e numeri. Con difficoltà scorgiamo il vero protagonista: la persona. Esiste un punto in cui la guerra cessa di essere tema di dibattito e diventa questione di vita o di morte.

L’evento Avere a cuore l’umano. Esperienze di pace in tempo di guerra, organizzato dall’Associazione culturale Eliot, a cui fa capo la mostra “… Ma sono vivo”. Voci dall’Ucraina, in S. Rocco (str. Università, 8) da martedì 5 maggio al 12, e la presentazione di giovedì 7 maggio alle 21 presso i Saveriani, danno voce a chi vive l’esperienza del limite, a chi testimonia l’«abisso di bene» che fiorisce pure nel dolore e tra le macerie. Senza cedere al sensazionalismo, l’itinerario propone il realismo: Tatiana Oharkova scopre la sacralità di ogni mattino; Konstantin Gudauskas, l’angelo di Bucha, ci ricorda che l’istruzione non basta a restare umani: serve una decisione consapevole per non farsi inghiottire dall’odio. La paura può svanire nel momento in cui ci si riscopre necessari per la salvezza di altri, preservando l’umanità, mai annientata, che conserva la forza di ricominciare. Per mons. Pavlo Honcharuk (vescovo di Kharkiv) nel “viaggio” del cuore il dolore è presente, ma «al volante deve sempre sedere l’amore». È un invito alla «rivoluzione dello sguardo» chiesta da papa Francesco: «toccare la carne» della sofferenza per riscoprire il valore di ciò che diamo per scontato. Partecipare è chiedersi se esista qualcosa per cui valga davvero la pena vivere quando intorno tutto crolla. La pace non appare solo come trattato diplomatico, ma come dono che necessita di una «compagnia capace di sostenere la speranza».

Orario visite: 10-17 (Messe escluse). Prenotazione visite guidate per gruppi: associazione.eliot@gmail.com