Diacono

DiaconoLa parola diacono deriva dal greco “diaconìa” che significa "servizio". "I diaconi partecipano in una maniera particolare alla missione e alla grazia di Cristo. Il sacramento dell'Ordine imprime in loro un segno (“carattere”) che nulla può cancellare e che li configura a Cristo, il quale si è fatto “diacono”, cioè il servo di tutti." (dal n.1570 del Catechismo della Chiesa Cattolica)
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Il diacono non viene semplicemente istituito, come il lettore e l’accolito, ma riceve il suo ministero nel sacramento dell’Ordine. Per cui il suo servizio è più articolato e il percorso all’ordinazione più impegnativo e complesso di quello per i ministri istituiti.

Per quanto riguarda il servizio si può dire che il ministero diaconale è triplice: il diacono viene ordinato per il Ministero della Parola, della Liturgia e della Carità.

Diaconia della Parola. Oltre alla proclamazione del Vangelo e alla predicazione, il Diacono permanente svolge il suo servizio nella catechesi, in particolare nella preparazione ai Sacramenti: prepara le famiglie che chiedono il battesimo per i propri figli, prepara le coppie al Sacramento del matrimonio, accompagna le famiglie nella vita coniugale, segue piccoli gruppi per un cammino di fede (centri di ascolto). Egli è chiamato anche a trasmettere la Parola nell’ambito professionale e nei luoghi di lavoro, anche prevedendo modalità specifiche di annuncio. (cfr. 25 e 26 Direttorio)

Diaconia della liturgia. Oltre al servizio all’altare in senso stretto il Diacono permanente “promuove celebrazioni che coinvolgano tutta l’assemblea, curando la partecipazione interiore di tutti e l’esercizio dei vari ministeri” (30 Direttorio). Fra i Sacramenti, quello del matrimonio può avere grande giovamento dal servizio diaconale. “I Diaconi sposati possono essere di grande aiuto nel proporre la buona notizia circa l’amore coniugale, le virtù che lo tutelano e nell’esercizio di una paternità cristianamente e umanamente responsabile” (33 Direttorio). Ad essi può essere affidata la cura della pastorale familiare. Altro ambito specifico è la cura pastorale degli infermi, sia nel servizio operoso per soccorrerli nel dolore, ma anche nella preparazione a ricevere il sacramento dell’unzione e la loro preparazione ad una morte cristiana. (cfr. 34 Direttorio)

Diaconia della carità. Il diacono permanente, come Ministro ordinato, è a servizio del popolo di Dio. I suoi ambiti specifici possono essere le opere di carità parrocchiali e diocesane, le opere di educazione cristiana (animazione degli oratori, dei gruppi ecclesiali e delle professioni laicali, la promozione della vita in ogni sua fase) e di servizio sociale nel dovere della carità e dell’amministrazione, esercitati in nome della gerarchia (cfr. 38 Direttorio).

I tre ambiti del ministero diaconale potranno a seconda delle circostanze assorbire una percentuale più o meno grande dell’attività di ogni diacono, pur rimanendo inseparabilmente uniti nel servizio.

Il diacono è stretto collaboratore del Vescovo cui spetta conferire al Diacono l’ufficio ecclesiastico che deve svolgere.

Il percorso verso l’ordinazione inizia sempre da una risposta alla chiamata personale del Signore a servire nella Chiesa come diacono. Tale risposta deve nascere da una vita di fede significativa e da un forte inserimento nella comunità ecclesiale. Normalmente la vocazione nasce da un intenso cammino spirituale seguito da un direttore spirituale.

Da una prima verifica, fatta dal parroco e dal responsabile diocesano del diaconato, si passa a far parte del gruppo che in diocesi si prepara  all’ordinazione diaconale. Si partecipa ad un percorso formativo le cui tappe vengono calibrate secondo la maturazione personale.

La decisione ultima per l’ordinazione, fatte le dovute verifiche e consultazioni, spetta al Vescovo.

Il diacono, infine, può essere sposato oppure celibe.

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