• 0521 380500
  • Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Mappa con orari Messe

San Giuseppe, una cittadella della carità come segno giubilare

LocandinaGiovedì 19 marzo 2026, nella solennità di San Giuseppe, alle 16, il Vescovo di Parma Enrico Solmi ha presentato alla stampa i lavori di riqualificazione con miglioramento sismico e riorganizzazione funzionale del complesso chiesa e canonica di San Giuseppe a Parma.
Alla conferenza stampa di presentazione, ospitati dai locali Caritas adiacenti all’Oratorio di San Giobbe che già ospitano la lavanderia sociale San Francesco d’Assisi hanno preso parte Franco Magnani, presidente della Fondazione Cariparma, che sosterrà gli interventi previsti nella canonica dove verranno realizzati 5 alloggi sociali; l’architetto Pietro Pedrelli progettista dei lavori; e Maria Cecilia Scaffardi, direttrice della Caritas diocesana parmense.

«Il complesso di San Giuseppe nell'Oltretorrente – sottolinea monsignor Enrico Solmiha sempre rappresentato un luogo importante, quasi identitario, con una tradizione significativa a livello pastorale».
«Un complesso artistico – chiesa e pertinenze – di grande significato – prosegue –, sede di una Collegiata, che ha subito negli ultimi anni diversi e gravi problemi dal punto di vista strutturale ed è bisognoso di essere restaurato, ma che oggi si apre ad una prospettiva veramente nuova e incoraggiante. Perché in quuesto complesso - che già ospita la lavanderia San Francesco d'Assisi per i poveri per persone che sono nel bisogno, e ospita anche l'oratorio di San Giobbe, già sede, per così dire, di una succursale della mensa Caritas al tempo del Covid, e che oggi si propone come luogo di formazione e di approccio per i volontari e le scolaresche che faranno servizio alla mensa -  in questo stesso complesso  - grazie agli interventi di recupero - verranno realizzati 5 alloggi pensati per persone che sono nel bisogno e che avranno la possibilità di compiere un passo significativo verso l'autonomia, la crescita e l’indipendenza sotto tanti profili, lavorativi, abitativi, educativi, com’è stato per altro detto nel messaggio di Sant'Ilario».
«Questa prospettiva – continua – la dobbiamo all'intervento generoso della Fondazione Cariparma; ma anche all'ausilio dei cittadini che vorranno sentire proprio questo recupero. Parallelamente, grazie anche all'intervento dell'8xmille della Chiesa cattolica, ci sarà il necessario recupero della chiesa, che non sarà semplicemente un capolavoro recuperato, ma un luogo di fede, un luogo di culto, un luogo aperto a chi vorrà un momento di sosta refrigerante. Un luogo dedicato a San Giuseppe non a caso padre, riferimento, di Maria e di Gesù, ma anche patrono dei rifugiati e dei migranti, come testimonia la sua stessa vita: la fuga in Egitto, l'essere esule, il ritornare carico di fede e di speranza».

«La futura realizzazione – spiega Franco Magnani, presidente della Fondazione Cariparma – di nuovi alloggi per l’emergenza abitativa, presentata quest’oggi nell’ambito del più vasto recupero della Chiesa di San Giuseppe, testimonia l’impegno della Fondazione a sostegno di iniziative che alimentano la ricchezza sociale della nostra comunità: un progetto, questo, che tocca trasversalmente gli obiettivi del nostro piano strategico, rafforzando le persone e rigenerando spazi urbani per alimentare cambiamento e inclusione.”

«La fabbrica della chiesa di San Giuseppe – spiega l’architetto Pietro Pedrelli, progettista dei lavori – compone un sistema urbano più complesso che, unitamente all’attiguo sistema della canonica e dei corpi accessori posti all’estremità est in contiguità con la zona absidale, definisce un isolato autonomo compreso fra borgo Paglia a nord e strada San Giuseppe a sud. La chiesa oggi visibile è l’esito ultimo di un processo progressivo di integrazioni e sostituzioni fino alla attuale veste iniziata nel 1731 e terminata nel 1734 su progetto generale di Mastro Angiolo Bettoli detto il Trevellino. Si tratta di una tipica chiesa tardo barocca a navata unica con due teorie di tre cappelle laterali».
«L’intervento è volto sottolinea Pedrelli – al consolidamento statico e al miglioramento sismico dell’organismo edilizio, comprendendo interventi sulle murature, sul sistema delle coperture e, limitatamente, sulle volte».
«Il fabbricato dell’ex canonica – prosegue il progettista – della chiesa di San Giuseppe, sito in Via San Giuseppe n. 5, nel quartiere Oltretorrente di Parma, si configura oggi come un potenziale polo di accoglienza, capace di offrire spazi abitativi per situazioni di emergenza o di seconda accoglienza, rivolti a persone e famiglie in stato di bisogno. Il progetto, in conformità alla normativa del RUE del Comune di Parma, prevede la sistemazione degli ambienti della canonica per la realizzazione di alloggi destinati all’accoglienza e a residenze temporanee per attività assistenziali. L’intervento si configura come manutenzione straordinaria degli ambienti interni, già storicamente destinati a uso abitativo e nel tempo oggetto di modifiche e implementazioni impiantistiche volte al miglioramento delle condizioni di utilizzo».

Grazie è la prima parola di Maria Cecilia Scaffardi, direttrice della Caritas diocesana parmense, che gestirà gli alloggi per famiglie in disagio abitativo, aggiungendo ulteriori tasselli al mosaico di interventi già in atto per affrontare questo problema. Questo intreccio di servizi, a 200 metri della Mensa Caritas, va a formare una sorta di ‘cittadella della carità’, da condividere anche con le parrocchie e le realtà caritative già operanti nel territorio”. Una realtà “generativa, che esprime al meglio l’essere ‘segno giubilare’, in un divenire di progetti e percorsi che da qui partono per contagiare e far diventare stile ordinario  l’accoglienza, lo scambio intergenerazionale, il camminare insieme a chi è più in difficoltà”.

Per offerte liberali: Iban IT42S 06230 12700 000036322034, intestato a “Fondazione di religione e culto Caritas Sant’Ilario”, causale “Opera San Giuseppe”. 

Altre informazioni sul depliant.