Pellegrinaggio a Pavia, Avigliana, Orta San Giulio
2-3 Settembre 2011


Un gruppo di circa 40 pellegrini sorbolesi (e dei dintorni) è partito prima dell'alba di venerdì 2 Settembre, sotto la guida spirituale di don Giuseppe, alla volta di Pavia.

La partenza è avvenuta leggermente in ritardo rispetto all'ora prevista. Ma un motivo c'era, ed è stato presto evidente a tutti. Infatti, dal lato opposto della piazza, attraverso una leggera nebbiolina, i partecipanti, increduli, hanno visto stagliarsi una strana sagoma. A mano a mano che l'ombra si avvicinava, la silouette ha cominciato ad assumere sembianze riconoscibili: era una graziella (sì, la bicicletta), che recava sul portapacchi due borsoni da viaggio ed era guidata da una giovane donna in apparenza "normale". Ma c'era qualcosa che non andava in lei, qualcosa che strideva: una "asimmetria"... Prima di riconoscere che questa ragazza era l'Arianna, è stato messo a fuoco ciò su cui lo sguardo era attirato come le mosche sul miele: una grossa "scarpa".

Il mitico "piedone" di Arianna (la gamba pelosa, sulla destra, non è la sua!!!)

Ebbene sì, Arianna si era rotta il dito del piede destro ed era costretta a portare una scarpa rigida, ma piuttosto che rinunciare al pellegrinaggio (e su suggerimento astuto della Lela), aveva escogitato un geniale stratagemma: portare con sé una graziella ed utilizzarla per gli spostamenti fuori dal pullman... Grande Arianna, questo è lo spirito giusto!!! Possiamo dire che questo entusiasmo ha contagiato tutti e ha rinnovato la motivazione di tutti i pellegrini.

La prima tappa del pellegrinaggio è stata Pavia, dove abbiamo visitato la chiesa di San Pietro in Ciel d'Oro, che custodisce l'Arca contenente le spoglie di Sant'Agostino. Il nostro insostituibile Roberto ci ha introdotto alle bellezze, al significato e all'importanza storica di ciò che stavamo visitando e, grazie ad alcune letture e preghiere scelte, abbiamo anche approfondito la figura di Sant'Agostino dal punto di vista storico e spirituale. Abbiamo inoltre celebrato la S. Messa insieme alla comunità locale.

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Il gruppo quasi al completo di fronte alla chiesa di San Michele a Pavia

Sempre a Pavia, i nostri passi ci hanno portato alla chiesa di San Michele, capolavoro del romanico lombardo.

Dopo una passeggiata (o pedalata...) sul ponte coperto sul Ticino, abbiamo ripreso il nostro viaggio, alla volta di Avigliana.

Ad Avigliana la nostra tappa principale è stata la Sacra di San Michele, monumentale complesso architettonico sulla cima del monte Pirchiriano. Anzi, il monte ha la sua vetta proprio all'interno della chiesa posta all'ultimo piano del complesso, a formare il "culmine vertiginosamente santo" della montagna e del complesso architettonico che su di essa si inerpica e con essa si fonde.

La salita alla Sacra è impervia, non solo per la tratta stradale percorsa in pullman, ma anche per quella da percorrere a piedi. Ma in pochi si sono fatti intimorire, e non certo la graziella che, con l'aiuto di qualche collaboratore, si è spinta là dove probabilmente nessuna bicicletta simile aveva mai osato...

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Per fortuna qualcuno aiuta la graziella sull'impervia salita alla Sacra!

La Sacra di San Michele rappresentò, nei secoli, il punto di riferimento di tutti i pellegrini che, superate le Alpi, si dirigevano a Roma o in Terra Santa. Si colloca sull'asse virtuale che unisce i più importanti santuari dedicati a Michele Arcangelo (Mont Saint Michel in Normandia e Monte Sant'Angelo sul Gargano) e arriva fino alla Terra Santa. Il complesso architettonico è imponente e la sua posizione offre una vista mozzafiato sulla Val di Susa. La fede dei cristiani e dei pellegrini di quel tempo trasuda da ogni pietra ed è impossibile, in quel luogo, non sentirsi più vicini a Dio.

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Foto di gruppo di fronte alla Sacra di San Michele

La serata ad Avigliana è stata allietata da una buona ed abbondante cena in un ristorante della Piazza Conte Rosso, scandita dalle note del Festival Jazz. Da buoni pellegrini, abbiamo trovato alloggio in un Centro di Spiritualità e Accoglienza gestito dai Salesiani, presso il Santuario della Madonna dei Laghi. La vista sul lago era solo la ciliegina sulla torta di un luogo semplice ma accogliente, il cui santuario peraltro custodisce oggetti artistici di livello insospettato.

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L'isola di San Giulio nel lago d'Orta (vista dal Sacro Monte)

Dopo un buon sonno ristoratore, e la Messa mattutina, il giorno di sabato ci ha visti partire alla volta di Orta. Abbiamo subito preso il traghetto per l'isola di San Giulio, dove abbiamo avuto l'opportunità e il privilegio di incontrare una delle suore Benedettine del Monastero Mater Ecclesiae. Con semplicità e nella gioia, questa sorella ci ha raccontato il loro modo di vita secondo la regola di San Benedetto, il loro modo di pregare, lavorare e vivere in comunità. Prima di pranzo abbiamo condiviso con le sorelle la preghiera dell'Ora Media. Sull'isola abbiamo anche potuto ammirare la Basilica di San Giulio, il più importante monumento romanico del novarese.

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Il gruppo al gran completo (tranne il fotografo Bogo) sullo scalone del monastero Mater Ecclesiae

Dopo un lauto pranzo... l'ultima tappa del nostro pellegrinaggio è stato il Sacro Monte di Orta, considerato patrimonio dell'umanità dall'UNESCO. Di nuovo un monte da scalare!!! Per fortuna che, per quelli un po' più stanchi (e per la graziella e la sua proprietaria ovviamente...) un simpatico trenino ci ha portati alla cima, fin dentro al complesso dedicato a San Francesco d'Assisi, costruito a partire dal 1590 per volere della comunità locale, che consiste di 21 cappelle, l'antico Ospizio di San Francesco, una porta monumentale ed una fontana.

E purtroppo è arrivato il momento di ripartire... Con tanta gioia nel cuore per la bella esperienza vissuta insieme e un po' di tristezza perché avremmo voluto che il tempo scorresse più lentamente, ci siamo quindi rimessi sul pullman, alla volta di Sorbolo.

Un ringraziamento a tutti partecipanti che hanno reso unico questo viaggio, agli organizzatori, a Roberto per le sue insostituibili spiegazioni e la semplicità con cui le sa presentare, a don Giuseppe per la sua guida spirituale, alla graziella per aver portato l'Arianna.

E arrivederci a tutti all'anno prossimo (o magari prima...).

Preghiera composta da S. Agostino

Dammi, Signore, un cuore che ti pensi, un’anima che ti ami,
una mente che ti contempli, un intelletto che t’intenda,
una ragione che aderisca fortemente a te, e sapientemente ti ami.

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